IL CENTRO CLINICO DI ALTA SPECIALIZZAZIONE PER LO STUDIO E LA CURA DELLA STIPSI E DELLE MALATIE EMORROIDARIE
Responsabile Prof. Silvestro Lucchese e Prof. Filippo La Torre

Che cosa è la stipsi?

  • Dolore o una sensazione di gonfiore di pancia
  • Eccessivo sforzo nella defecazione
  • Sensazione di svuotamento incompleto
  • Eliminazione di feci secche o caprine
  • Necessità del clistere o di lassativi
  • Necessità estrema di aiutarsi con il dito (nella vagina o nell’ano)

Se si diventa stitici o si alternano stipsi e diarrea, specie quando si è anziani, è doveroso rivolgersi ad uno Specialista

 


Quali sono le cause?

L’alimentazione scorretta è la causa principale. Anche l’attività fisica ridotta può rendere difficile l’evacuazione per l’indebolimento dei muscoli addominali.
Alcune medicine, ad esempio antiacidi per lo stomaco o psicofarmaci, producono un rallentamento dei movimenti intestinali.
Talvolta vi sono alterazioni anatomiche o della funzione intestinale di cui non si è a conoscenza se non dopo specifiche indagini specialistiche che sono spesso sottovalutate o demonizzate per paura di trovare “qualcosa di brutto”.
Quasi sempre non c’è nulla di grave; al contrario, dopo le indagini, si ha la certezza, chiara, della propria buona salute.

Alcuni curano la stitichezza da soli, rivolgendosi all’omeopata, all’erborista, al dietologo senza avere mai eseguito alcuna indagine ma solo con notizie vaghe, acquisite talvolta indirettamente.
Spesso usano lassativi che attirando acqua nell’intestino creano una diarrea di natura chimica, causando però uno squilibrio, talvolta grave delle concentrazioni dei sali nel sangue.
Anche i cosidetti lassativi naturali pur essendo a base di erbe sono erroneamente ritenuti innocui; quasi tutti hanno invece un’azione chimica o irritante e spesso si superano i dosaggi previsti. Si crea quindi una “dipendenza” sempre più crescente e nevrotizzante.
È indispensabile eseguire qualunque cura dopo la visita di uno Specialista esperto in Colonproctologia che inquadri nel giusto ruolo situazioni di reale sofferenza o subdole che, nel tempo, potrebbero complicarsi e divenire gravi.
La diagnosi di stitichezza può essere fatta solo dopo indagini specifiche che variano spesso da una persona all’altra.
Vi sono infatti molte nuove indagini particolari che è bene eseguire ad hoc.

 


È necessario rivolgersi ad uno Specialista:

  • Se la stitichezza compare all’improvviso
  • Se si associa a dimagrimento o perdita dell’appetito
  • Se si hanno dolori addominali senza riuscire a evacuare
  • Se è presente frequentemente la nausea, specie dopo mangiato
  • Se insieme ai problemi intestinali è presente una febbricina
  • Se si ha prurito o perdite di sangue
  • Se si hanno comunque concreti dubbi

 


Le più comuni malattie dell’ano (proctologiche).

La ragale anale è una ferita del bordo anale che nelle fasi iniziali può provocare lievi fastidi come prurito o modesto sanguinamento.
Quando invece la malattia è in fase più avanzata, il dolore ed il sanguinamento (con anemia) si fanno sempre più intensi specialmente dopo la defecazione.
È molto frequente, non è facile accorgersene e andare al bagno può diventare un vero incubo.

Le fistole perianali: sono piccoli tunnel che mettono in comunicazione la cute interna all’ano (perianale) con l’interno del canale anale.
In genere sono procedute da un eccesso perianale con dolore e febbre; non guariscono quasi mai spontaneamente.

Le vene emorroidarie: sono dei cuscinetti venosi che hanno la funzione di rendere elastico il canale e provvedere insieme agli sfinteri alla continenza delle feci e dei gas.
Il canale ano-rettale, per vari motivi tende a scendere (età, sforzi, alimentazione errata, stitichezza, ecc.) e si spinge in basso verso l’orifizio anale. Così facendo le vene emorroidarie fuoriescono al di fuori dell’ano provocando i sintomi della malattia emorroidaria o “emorroidi” (prolasso, sanguinamenti, crisi dolorose).

Le emorroidi (termine in uso che indica la dilatazione patologica delle vene del plesso emorroidario) possono essere la causa o la conseguenza più frequente della stitichezza: inducono spesso un circolo vizioso poiché rendono l’evacuazione molto dolorosa.
Molte delle abitudini di vita che provocano problemi intestinali causano il cedimento o mantengono infiammate le emorroidi.

Quando i gavoccioli venosi, dopo la defecazione, devono essere riposizionati manualmente all’interno del canale anale, o quando le emorroidi non rientrano e rimangono sempre fuori, è indispensabile un intervento chirurgico per ripristinare una situazione di normalità.

Tra le metodiche terapeutiche più valide, sono concordemente la tecnica di Miligan-Morgan o la prolassectomia muco-emorroidaria con stapler in cui non si asportano solamente le vene emorroidarie prolassate (intervento notoriamente molto doloroso) ma si esegue anche un “lifting” completo della mucosa prolassata.
La nuova metodica riporta ad una situazione di normalità anche le vene emorroidarie, senza più dolore o sanguinamenti.
Questo intervento viene eseguito internamente al canale anale senza ferite esterne che sono quelle responsabili del dolore, cosicché dopo l’intervento il dolore è minimo o assente.

La metodica è ottima, ma molto precisa e deve essere eseguita quindi solo da Chirurghi qualificati che abbiano maturato un’esperienza in questo tipo di intervento.
Il ricovero è in media di 1 o 2 giorni; poco dopo si può riprendere ogni attività.
Talvolta nelle donne possono essere presenti anche alterazioni del pavimento pelvico con il prolasso della vescica o dell’utero.

Il paziente con stipsi ed emorroidi ha pertanto nella sua storia un lungo cammino di esperienze e di disturbi talora gravi; abitualmente ha scelto da solo gli interlocutori e ricevuto diagnosi e terapie spesso approssimative proprio per l’incompleto e frammentario inquadramento clinico.

Il Centro, seguendo i protocolli della Fondazione Scientifica Europea per lo studio della Stipsi, rappresenta una novità nell’ambito di una patologia ad altissima incidenza sociale ad impatto clinico poiché per la prima volta afferiscono ad esso contemporaneamente qualificate competenze multidisciplinari.

Il Centro è diretto dal Prof. Silvestro Lucchese e dal Prof. Filippo La Torre che coordinano una equipe di Specialisti di elevata qualificazione e competenza che seguiranno il paziente nel tempo e nelle rispettive competenze.
Il corretto inquadramento clinico e la giusta terapia sono infatti indispensabili in queste malattie che vengono quasi sempre trattate da singoli professionisti non correlati, con una valutazione incompleta o tecnicamente approssimativa e spesso curati con rimedi improvvisati e talvolta dannosi.
Anche la cosidetta terapia con le “erbe naturali” abitualmente ritenuta innocua e quindi gestita superficialmente, può creare stati di dipendenza crescente o provocare lesioni della mucosa nell’intestino con complicanze anche gravissime.

L’attività del Centro si esplica nell’ambito anche di una azione programmatica di prevenzione periodica dei tumori del colon-retto che rappresentano la causa più frequente di malattie tumorali.

 


Il percorso clinico prevede la preventiva informazione specifica con depliant dettagliati.

Alla prenotazione, viene consegnato al Paziente un questionario anamnestico dettagliato, da restituire completo all’atto della prima visita.

La prima visita prevede l’inquadramento clinico generale con:

  • Anamnesi e valutazione del questionario
  • Raccolta dei dati clinici in una cartella informativa personalizzata che seguirà il Paziente anche nei successivi controlli
  • Visita chirurgica
  • Anoscopia
  • Definizione e consenso al protocollo diagnostico di base.

Il protocollo diagnostico di primo livello prevede:

  • Pancolonscopia
  • Manometria rettale
  • EMG
  • Defecografia
  • Ecografia trans-rettale.

La seconda visita successiva, di epicrisi, prevede due percorsi.
Ulteriore diagnostica con:

  • Ecografia addome-pelvi
  • RM pelvi
  • Clisma con doppio contrasto
  • Valutazione urologica e ginecologica del pavimento pelvico.

Il tutto in orari concentrati e coordinati.

La valutazione delle indagini eseguite permette di esplicitare al paziente, nella visita conclusiva, le cause ed il grado della sua malattia e di scegliere insieme la terapia più idonea:

  • Neuromodulazione sacrale
  • Dieta
  • Omeopatia
  • T. farmacologica
  • Idrocolonterapia
  • Psicoterapia
  • Riabilitazione
  • FKT
  • Elettrostimolazione
  • Biofeed-back
  • Chirurgia tradizionale (svolta in primarie Case di cura accreditate con la fondazione).

Il paziente è tutelato con periodiche visite di controlo ed accertamenti che permettono di coreggere, di attenuare o eliminare i disturbi e di prevenire la possibile insorgenza di malattie ben più gravi.


 


appuntamenti e informazioni il tel diretto 06/80964277.

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